La storia
Il ferro di papà Giovanni, le stampanti di Claudio, le mani di Marianna. Una famiglia sola.
Nel laboratorio di Adelfia
Questo sono io. Claudio, alla mola.

Nella foto: Claudio con l'Elefante e il bulldog in ferro, ancora grezzi
Perché lo chiamo ancora artigianato
Perché il ferro lo lavoro come mio padre, a mano, uno alla volta.
Perché ogni pezzo stampato in 3D viene levigato, controllato e impacchettato da mani, le nostre.
E perché le forme le disegno io.
La macchina costruisce. L'artigianato è tutto quello che succede prima e dopo.

Nella foto: mio padre Giovanni
Non l'ho fatto da solo
A mia madre e ai miei fratelli, che c'erano quando di certezze non ce n'erano e ci sono sempre.
A mia moglie, che ha creduto in questa cosa prima ancora che funzionasse e che ha stretto i denti nei momenti bui.
E a mio padre Giovanni, il mio maestro, il mio mentore, il mio amico, il mio tutto.
Ci ha lasciati nel 2020, mi ha insegnato tutto quello che so fare con le mani, mi ha forgiato e fatto diventare uomo più forte. Mi ha insegnato che nulla nella vita ti arriva per caso e che i risultati arrivano, basta non scoraggiarsi. Mai.
È in ogni saldatura, in ogni pezzo che esce da questo laboratorio.
Grazie.
Ferro e PLA. Stesse mani.
Due materiali nello stesso laboratorio ad Adelfia. Il ferro, lavorato e saldato a mano, uno alla volta. Il PLA biodegradabile, stampato in 3D. Mestiere antico e tecnologia nuova, con la stessa cura.





