Un divano bello non lo nota nessuno. Un cervello che fa da sgabello sì.
Ci sono oggetti che arredano e oggetti che fanno partire una conversazione. Questi cinque appartengono alla seconda categoria: sono oggetti di design particolari, quelli che chi entra in casa tua guarda due volte prima di chiederti “ma cos’è?”. E la risposta, ogni volta, è più interessante della domanda.
Sono anche tutti disegni nostri, e questo alla fine dell’articolo conta. Stampati in 3D in bio-PLA e rifiniti a mano nel nostro laboratorio in Puglia. Il guizzo sta davanti, la sostanza sta dietro. Come sempre.
1. Brainstool: un cervello che regge il tuo peso

Un cervello compresso dentro un cubo. Come i pensieri nella testa il lunedì mattina.
Brainstool è uno sgabello. È anche un tavolino. È soprattutto un oggetto di design con una piccola crisi d’identità, ed è esattamente il motivo per cui funziona: lo metti in salotto come seduta extra, lo sposti accanto al divano quando serve un piano d’appoggio, e nel frattempo continua a essere la cosa più strana della stanza.
La forma è organica e volutamente irregolare — le circonvoluzioni corrono sulle facce del cubo e non si ripetono mai uguali. La geometria squadrata tiene tutto insieme e gli dà la stabilità di una seduta vera, non di un soprammobile che fa finta.
In sostanza: bio-PLA, dodici colori (dal bianco all’oro, fino ai fluo), €109,90. Regge il peso di una persona adulta. Un pezzo della collezione Edizioni d’Arte.
2. Marmo Liquido: la colonna greca che si è sciolta

Il marmo dovrebbe stare fermo. Il nostro no.
La collezione Marmo Liquido prende l’iconica colonna greca — scanalature, capitello, duemilacinquecento anni di compostezza — e la immagina mentre cede. La forma si affloscia, cola, si riprende. Rigidità antica e caos contemporaneo nello stesso oggetto.
Il Tavolino Marmo Liquido è la versione da salotto: ci appoggi un libro, un bicchiere, una pianta, e lui continua a sembrare sul punto di sciogliersi del tutto. Il Piedistallo Marmo Liquido è più alto e più teatrale — nasce per reggere qualcos’altro (una scultura, un vaso, una lampada) e finisce sempre per rubargli la scena.
Sono il tipo di tavolino design particolare che non trovi al centro commerciale, e c’è un motivo: sono pezzi nostri, nati qui.
In sostanza: bio-PLA, tre finiture (Bianco, Nero, Verde Petrolio). Tavolino €109,90, Piedistallo €169,90. Entrambi in Edizioni d’Arte.
3. Gatto da Guardia: sorveglia, ma senza esagerare

Un gatto da guardia che non ha la minima intenzione di fare la guardia.
Il cane ti difende, il gatto ti giudica. Il Gatto da Guardia sta seduto, composto, con l’aria di chi ha sentito qualcuno alla porta e ha deciso che non è un problema suo. Predatore per istinto, pigro per vocazione: gli abbiamo dato la posa giusta.
È costruito a facce nette, senza una curva. Da lontano è la silhouette di un gatto, da vicino è un poliedro — e quel passaggio, mentre ti avvicini, è mezzo motivo per cui la gente lo compra. L’altro mezzo è che nella versione da 38 cm ha la presenza di un gatto vero, tranne che non salta sul tavolo.
In sostanza: bio-PLA, due misure (30 e 38 cm), dodici colori. Da €39,90. Lo trovi in Mondo Animale.
4. Kodiak Moon: un orso che regge la Luna

Qui smettiamo di scherzare. O meglio: scherziamo con qualcosa di alto quasi quanto te.
Kodiak Moon è il secondo Guardiano della Luna: un orso in piedi che tiene la luce tra le zampe, come se l’avesse trovata e non avesse ancora deciso cosa farne. Da spento è una scultura e basta. Da acceso la stanza cambia di temperatura — la sfera illumina dal basso e il resto dell’animale resta in ombra.
È il pezzo più impegnativo che facciamo, e non solo per il prezzo: è grande, pesa, e conviene decidere dove metterlo prima di ordinarlo. Non è un oggetto che si sposta per cambiare aria. Se il tema delle lampade-scultura ti interessa, ne abbiamo parlato qui.
In sostanza: bio-PLA, Bianco o Nero, €989. Fa parte dei Guardiani della Luna.
Se lo vedi in giro

Sì, ci copiano. È un po’ fastidioso e un po’ lusinghiero.
I pezzi di questo articolo sono tutti nostri: disegnati qui o commissionati in esclusiva, non scaricati da un archivio. Se ne trovi uno identico altrove, il modello non è nato lì.
Poi c’è l’altra metà della faccenda, e vale per il resto del catalogo. Come lavoriamo l’abbiamo già raccontato: non ogni modello che vendiamo nasce dalla nostra matita, alcuni li selezioniamo e li compriamo dagli artisti che li hanno fatti. Anche lì veniamo copiati — solo che quello che si copia è la selezione: qualcuno guarda cosa abbiamo scelto e si risparmia i mesi passati a cercare, provare, scartare.
È un’arma a doppio taglio, ma taglia più da una parte che dall’altra: una selezione copiata resta un catalogo fatto di scelte altrui. Noi una strada ce l’abbiamo, e si riconosce.
E comunque il file non è il pezzo. Prima di comprare una stampa 3D, guarda quattro cose:
- Che materiale dichiara. “Bio-PLA” scritto nella scheda, non un generico “PLA” o una “resina” che non specifica niente. Chi non lo dichiara, un motivo ce l’ha.
- Quanto è spesso. Un pezzo stampato per costare poco è cavo e sottile. Il Brainstool deve reggere una persona: quella differenza si paga in materiale, non in marketing.
- Se l’ha toccato una mano. La rifinitura è la parte lenta del lavoro, quella che non si può automatizzare. Su un pezzo uscito dalla stampante e spedito così com’è, si vede.
- Chi risponde se si rompe. Un laboratorio in Puglia con nome, indirizzo e catalogo — oppure un account che tra sei mesi non esiste più.
Gli originali stanno tutti nello stesso posto.

